Chi è della classe '77 e chi ci è vicino per età e vissuto sa bene cosa significa avere l'America nel sangue senza averci mai messo piede. Ce la siamo bevuta a piccoli sorsi ogni pomeriggio davanti alla televisione: le serie, i film, le Nike ai piedi e i jeans Levi's come un rito di passaggio. L'America era il futuro. Era la libertà. Era quella promessa silenziosa che da qualche parte del mondo esisteva un posto dove i buoni vincevano sempre. E poi c'è la storia. Quella vera, quella pesante, quella che non si dimentica. L'America è arrivata in Europa quando l'Europa stava annegando nel sangue e nella vergogna del nazifascismo. I nostri nonni lo sapevano. Qualcuno di loro era lì, a guardare quei soldati scendere dalle jeep come se fossero angeli caduti dal cielo. A quella America dobbiamo qualcosa di inestimabile: la vita. La libertà. Il diritto di scrivere articoli come questo senza finire in un campo. Detto questo e lo diciamo con rispetto, con gratitudine,...
La roba e il vento Giovanni Verga l’aveva capito prima di tutti. Mazzarò, il suo personaggio più feroce e più vero, non è un avaro nel senso classico. Non è il vecchio tirchio che nasconde l’oro sotto il materasso. Mazzarò è qualcosa di più inquietante: è un uomo che ha vinto. Partito dalla miseria, senza terra, senza nome, senza niente, è arrivato a possedere tutto quello che si poteva possedere in quella Sicilia arsa e dura. Campi, vigne, masserie, animali. Tanta roba che quando il viandante passava e guardava all’orizzonte, quello che vedeva era suo. Verga scrive che Mazzarò aveva il cervello fino come quello di un avvocato. Non beveva, non giocava, non perdeva tempo con le donne. Ogni centesimo tornava nella terra. Ogni anno la roba cresceva, si allargava, mangiava altra roba intorno. E poi arriva la fine. Arriva il momento in cui la morte si avvicina, e Mazzarò capisce forse per la prima volta davvero che tutta quella roba non può portarsela dietro. Allora esce nel cortile e ...