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Trent’anni di guerra: perché la destra italiana non ha mai perdonato i giudici

Trent’anni di guerra: perché la destra italiana non ha mai perdonato i giudici Un conflitto che ha cambiato la politica italiana e che non è ancora finito Era il 22 novembre 1994. Silvio Berlusconi era seduto a Napoli, davanti ai leader mondiali riuniti per un vertice ONU sulla criminalità organizzata. Fuori dalla sala, i fotografi aspettavano. Dentro, qualcuno gli consegnò un foglio. Era un avviso di garanzia. I magistrati di Milano lo stavano indagando. E quel momento scelto, secondo lui, non per caso  diventò il simbolo di tutto: la prova, per la destra italiana, che la magistratura non era un potere neutro. Era un avversario politico. Da quel giorno sono passati trent’anni. I governi sono cambiati, Berlusconi se n’è andato, è arrivata Giorgia Meloni. Ma la guerra è ancora lì, più viva che mai. Perché? Tutto comincia con un terremoto Per capire l’odio  sì, odio, la parola giusta a volte è quella più diretta  bisogna tornare al 1992. Quell’anno, un pool di magistrati mi...
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La matita più forte della spada

  La matita più forte della spada C’è un momento preciso in cui il brusio dei talk show si spegne e il peso della delega torna nelle mani del legittimo proprietario. Quel momento non avviene nei palazzi del potere, ma nel silenzio di una cabina elettorale. Quando l’Italia si è misurata con il referendum sulla riforma della giustizia, non stavamo solo maneggiando codici e procedure tecniche: stavamo impugnando le chiavi di casa. Spesso ci dicono che la giustizia è materia per addetti ai lavori, un labirinto di articoli e commi riservato a chi indossa la toga o siede in Parlamento. Ma è una trappola logica. La giustizia è l'ossigeno di una nazione e nessuno può spiegarti come respirare meglio di chi quell'aria la vive ogni giorno. Il referendum è l'unico istante in cui la gerarchia si ribalta e il "tecnico" deve fermarsi ad ascoltare il cittadino. Non è una questione di schieramenti, di "Sì" o di "No", e nemmeno di quorum raggiunti ...

25 centesimi per 20 giorni: il decreto carburanti tra promesse, limiti e rischi speculativi

Il governo Meloni ha tagliato le accise sui carburanti per soli venti giorni. Un gesto visibile, certo. Ma quanto durerà davvero il beneficio per i consumatori? Tra prezzi gonfiati alla vigilia, asimmetrie strutturali del mercato e sanzioni deboli, il rischio è che gli italiani vedano evaporare il risparmio prima ancora di rendersene conto. Prezzi alle stelle e tensioni in Medio Oriente Nelle settimane precedenti al 18 marzo 2026, il prezzo del petrolio ha ricominciato a correre sull'onda delle tensioni geopolitiche che investono l'area del Medio Oriente e lo Stretto di Hormuz. Il Brent ha superato quota 112 dollari al barile, mentre il WTI ha sfiorato i 97 dollari. Il riflesso alla pompa è stato immediato: il gasolio self service aveva già raggiunto una media nazionale di 2,103 euro al litro, con punte a Bolzano e in alcune regioni meridionali. La benzina self aveva superato 1,90 euro in diverse aree del Paese. In questo scenario, il governo Meloni ha convocato in via d'ur...

Amore o IBAN?

 Amore o IBAN? Il tintinnio dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere di cristallo, in certi locali, ha un suono diverso. Non è il rumore di una serata tra amici, ma la colonna sonora di un negoziato silenzioso.  Lei ha un portamento che trasuda cura millimetrica; lui ha l’aria di chi non deve chiedere mai il prezzo di nulla.  A prima vista, sembrano la coppia perfetta da copertina patinata. A uno sguardo più attento, sembrano un consiglio d'amministrazione. Oggi il termine "Gold Digger" è diventato quasi obsoleto, sostituito da una forma di pragmatismo sentimentale che non lascia spazio alle farfalle nello stomaco, ma solo ai calcoli sul conto corrente. Non ci si innamora più di un sorriso, ci si innamora di uno stile di vita.  Si cerca un partner come si cercherebbe un investimento: deve garantire solidità, dividendi sociali e un futuro al riparo dalle intemperie della vita comune. È un contratto non scritto dove la bellezza viene scambiata con il potere e la giovine...

Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e Arianna

 Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Bacco e Arïanna, belli, e l’un dell’altro ardenti: perché ’l tempo fugge e inganna, sempre insieme stan contenti. Queste ninfe ed altre genti sono allegre tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questi lieti satiretti, delle ninfe innamorati, per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati; or da Bacco riscaldati ballon, salton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia di doman non c’è certezza. Queste ninfe anche hanno caro da lor essere ingannate: non può fare a Amor riparo se non gente rozze e ingrate: ora, insieme mescolate, suonon, canton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questa soma, che vien drieto sopra l’asino, è Sileno: così vecchio, è ebbro e lieto, già di carne e d’anni pieno; se non può star ritto, almeno ride e gode tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di d...

LA STORIA DI ROMA Capitolo II: Il Potere e la Pietra

 L’ingegneria dei Re: come il villaggio divenne Metropoli Se il primo capitolo ci ha mostrato una Roma fatta di legno e sogni di gloria, il secondo ci porta nel cuore della trasformazione.  Tra il VII e il VI secolo a.C., Roma subisce una metamorfosi brutale e magnifica. Non è più solo un rifugio per pastori e avventurieri; grazie all'influenza (e al dominio) della civiltà etrusca, l'Urbe impara a dominare la natura per edificare il proprio destino. 1. La sfida alla palude: La Cloaca Maxima L’atto di nascita di Roma come città moderna non è un monumento, ma una fogna. La valle del Foro, che oggi calpestiamo ammirando i resti dei templi, era originariamente una zona acquitrinosa, insalubre, utilizzata solo come necropoli. I Re etruschi — i Tarquini — portarono a Roma una tecnologia rivoluzionaria: l'arco a volta. La costruzione della Cloaca Maxima fu un’impresa ingegneristica senza precedenti. Drenando le acque reflue verso il Tevere, i Romani bonificarono la valle. Questo p...

La Costituzione Italiana articolo per articolo (Art. 2)

  Se l'Articolo 1 ha stabilito la forma della nostra "casa" (una Repubblica fondata sul lavoro), l'Articolo 2 ne definisce gli abitanti e le regole di convivenza. È considerato uno degli articoli più belli e profondi dell'intero documento, perché sposta l'attenzione dalle istituzioni all'essere umano. L'Articolo 2 alla lettera "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale." L'Articolo 2 è costruito su un equilibrio perfetto tra libertà individuale e responsabilità collettiva. Si basa su tre concetti cardine: È importante notare il verbo "riconoscere". La Costituzione non "regala" i diritti ai cittadini, ma ammette che questi diritti esistono già prima dello Stato. Lo Stato si impegna semplicemente a proteggerli. Son...