Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Bacco e Arïanna, belli, e l’un dell’altro ardenti: perché ’l tempo fugge e inganna, sempre insieme stan contenti. Queste ninfe ed altre genti sono allegre tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questi lieti satiretti, delle ninfe innamorati, per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati; or da Bacco riscaldati ballon, salton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia di doman non c’è certezza. Queste ninfe anche hanno caro da lor essere ingannate: non può fare a Amor riparo se non gente rozze e ingrate: ora, insieme mescolate, suonon, canton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questa soma, che vien drieto sopra l’asino, è Sileno: così vecchio, è ebbro e lieto, già di carne e d’anni pieno; se non può star ritto, almeno ride e gode tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di d...
L’ingegneria dei Re: come il villaggio divenne Metropoli Se il primo capitolo ci ha mostrato una Roma fatta di legno e sogni di gloria, il secondo ci porta nel cuore della trasformazione. Tra il VII e il VI secolo a.C., Roma subisce una metamorfosi brutale e magnifica. Non è più solo un rifugio per pastori e avventurieri; grazie all'influenza (e al dominio) della civiltà etrusca, l'Urbe impara a dominare la natura per edificare il proprio destino. 1. La sfida alla palude: La Cloaca Maxima L’atto di nascita di Roma come città moderna non è un monumento, ma una fogna. La valle del Foro, che oggi calpestiamo ammirando i resti dei templi, era originariamente una zona acquitrinosa, insalubre, utilizzata solo come necropoli. I Re etruschi — i Tarquini — portarono a Roma una tecnologia rivoluzionaria: l'arco a volta. La costruzione della Cloaca Maxima fu un’impresa ingegneristica senza precedenti. Drenando le acque reflue verso il Tevere, i Romani bonificarono la valle. Questo p...