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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

La roba e il vento

La roba e il vento Giovanni Verga l’aveva capito prima di tutti. Mazzarò, il suo personaggio più feroce e più vero, non è un avaro nel senso classico. Non è il vecchio tirchio che nasconde l’oro sotto il materasso. Mazzarò è qualcosa di più inquietante: è un uomo che ha vinto. Partito dalla miseria, senza terra, senza nome, senza niente, è arrivato a possedere tutto quello che si poteva possedere in quella Sicilia arsa e dura. Campi, vigne, masserie, animali. Tanta roba che quando il viandante passava e guardava all’orizzonte, quello che vedeva era suo. Verga scrive che Mazzarò aveva il cervello fino come quello di un avvocato. Non beveva, non giocava, non perdeva tempo con le donne. Ogni centesimo tornava nella terra. Ogni anno la roba cresceva, si allargava, mangiava altra roba intorno. E poi arriva la fine. Arriva il momento in cui la morte si avvicina, e Mazzarò capisce forse per la prima volta davvero  che tutta quella roba non può portarsela dietro. Allora esce nel cortile e ...

Trent’anni di guerra: perché la destra italiana non ha mai perdonato i giudici

Trent’anni di guerra: perché la destra italiana non ha mai perdonato i giudici Un conflitto che ha cambiato la politica italiana e che non è ancora finito Era il 22 novembre 1994. Silvio Berlusconi era seduto a Napoli, davanti ai leader mondiali riuniti per un vertice ONU sulla criminalità organizzata. Fuori dalla sala, i fotografi aspettavano. Dentro, qualcuno gli consegnò un foglio. Era un avviso di garanzia. I magistrati di Milano lo stavano indagando. E quel momento scelto, secondo lui, non per caso  diventò il simbolo di tutto: la prova, per la destra italiana, che la magistratura non era un potere neutro. Era un avversario politico. Da quel giorno sono passati trent’anni. I governi sono cambiati, Berlusconi se n’è andato, è arrivata Giorgia Meloni. Ma la guerra è ancora lì, più viva che mai. Perché? Tutto comincia con un terremoto Per capire l’odio  sì, odio, la parola giusta a volte è quella più diretta  bisogna tornare al 1992. Quell’anno, un pool di magistrati mi...

La matita più forte della spada

  La matita più forte della spada C’è un momento preciso in cui il brusio dei talk show si spegne e il peso della delega torna nelle mani del legittimo proprietario. Quel momento non avviene nei palazzi del potere, ma nel silenzio di una cabina elettorale. Quando l’Italia si è misurata con il referendum sulla riforma della giustizia, non stavamo solo maneggiando codici e procedure tecniche: stavamo impugnando le chiavi di casa. Spesso ci dicono che la giustizia è materia per addetti ai lavori, un labirinto di articoli e commi riservato a chi indossa la toga o siede in Parlamento. Ma è una trappola logica. La giustizia è l'ossigeno di una nazione e nessuno può spiegarti come respirare meglio di chi quell'aria la vive ogni giorno. Il referendum è l'unico istante in cui la gerarchia si ribalta e il "tecnico" deve fermarsi ad ascoltare il cittadino. Non è una questione di schieramenti, di "Sì" o di "No", e nemmeno di quorum raggiunti ...

25 centesimi per 20 giorni: il decreto carburanti tra promesse, limiti e rischi speculativi

Il governo Meloni ha tagliato le accise sui carburanti per soli venti giorni. Un gesto visibile, certo. Ma quanto durerà davvero il beneficio per i consumatori? Tra prezzi gonfiati alla vigilia, asimmetrie strutturali del mercato e sanzioni deboli, il rischio è che gli italiani vedano evaporare il risparmio prima ancora di rendersene conto. Prezzi alle stelle e tensioni in Medio Oriente Nelle settimane precedenti al 18 marzo 2026, il prezzo del petrolio ha ricominciato a correre sull'onda delle tensioni geopolitiche che investono l'area del Medio Oriente e lo Stretto di Hormuz. Il Brent ha superato quota 112 dollari al barile, mentre il WTI ha sfiorato i 97 dollari. Il riflesso alla pompa è stato immediato: il gasolio self service aveva già raggiunto una media nazionale di 2,103 euro al litro, con punte a Bolzano e in alcune regioni meridionali. La benzina self aveva superato 1,90 euro in diverse aree del Paese. In questo scenario, il governo Meloni ha convocato in via d'ur...

Amore o IBAN?

 Amore o IBAN? Il tintinnio dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere di cristallo, in certi locali, ha un suono diverso. Non è il rumore di una serata tra amici, ma la colonna sonora di un negoziato silenzioso.  Lei ha un portamento che trasuda cura millimetrica; lui ha l’aria di chi non deve chiedere mai il prezzo di nulla.  A prima vista, sembrano la coppia perfetta da copertina patinata. A uno sguardo più attento, sembrano un consiglio d'amministrazione. Oggi il termine "Gold Digger" è diventato quasi obsoleto, sostituito da una forma di pragmatismo sentimentale che non lascia spazio alle farfalle nello stomaco, ma solo ai calcoli sul conto corrente. Non ci si innamora più di un sorriso, ci si innamora di uno stile di vita.  Si cerca un partner come si cercherebbe un investimento: deve garantire solidità, dividendi sociali e un futuro al riparo dalle intemperie della vita comune. È un contratto non scritto dove la bellezza viene scambiata con il potere e la giovine...

Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e Arianna

 Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Bacco e Arïanna, belli, e l’un dell’altro ardenti: perché ’l tempo fugge e inganna, sempre insieme stan contenti. Queste ninfe ed altre genti sono allegre tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questi lieti satiretti, delle ninfe innamorati, per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati; or da Bacco riscaldati ballon, salton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia di doman non c’è certezza. Queste ninfe anche hanno caro da lor essere ingannate: non può fare a Amor riparo se non gente rozze e ingrate: ora, insieme mescolate, suonon, canton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questa soma, che vien drieto sopra l’asino, è Sileno: così vecchio, è ebbro e lieto, già di carne e d’anni pieno; se non può star ritto, almeno ride e gode tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di d...

LA STORIA DI ROMA Capitolo II: Il Potere e la Pietra

 L’ingegneria dei Re: come il villaggio divenne Metropoli Se il primo capitolo ci ha mostrato una Roma fatta di legno e sogni di gloria, il secondo ci porta nel cuore della trasformazione.  Tra il VII e il VI secolo a.C., Roma subisce una metamorfosi brutale e magnifica. Non è più solo un rifugio per pastori e avventurieri; grazie all'influenza (e al dominio) della civiltà etrusca, l'Urbe impara a dominare la natura per edificare il proprio destino. 1. La sfida alla palude: La Cloaca Maxima L’atto di nascita di Roma come città moderna non è un monumento, ma una fogna. La valle del Foro, che oggi calpestiamo ammirando i resti dei templi, era originariamente una zona acquitrinosa, insalubre, utilizzata solo come necropoli. I Re etruschi — i Tarquini — portarono a Roma una tecnologia rivoluzionaria: l'arco a volta. La costruzione della Cloaca Maxima fu un’impresa ingegneristica senza precedenti. Drenando le acque reflue verso il Tevere, i Romani bonificarono la valle. Questo p...

La Costituzione Italiana articolo per articolo (Art. 2)

  Se l'Articolo 1 ha stabilito la forma della nostra "casa" (una Repubblica fondata sul lavoro), l'Articolo 2 ne definisce gli abitanti e le regole di convivenza. È considerato uno degli articoli più belli e profondi dell'intero documento, perché sposta l'attenzione dalle istituzioni all'essere umano. L'Articolo 2 alla lettera "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale." L'Articolo 2 è costruito su un equilibrio perfetto tra libertà individuale e responsabilità collettiva. Si basa su tre concetti cardine: È importante notare il verbo "riconoscere". La Costituzione non "regala" i diritti ai cittadini, ma ammette che questi diritti esistono già prima dello Stato. Lo Stato si impegna semplicemente a proteggerli. Son...

Il Pieno di Ignazio

Ignazio fissa i due erogatori davanti a sé, quasi sperando in un errore del sistema.  Il tabellone luminoso della stazione di servizio, in questo pomeriggio di marzo 2026, sembra un bollettino di guerra: la benzina sfiora i 1,85 €/litro , ma è il diesel a dare il colpo di grazia, svettando sopra i 2,05 €/litro nel servito. Sospira e inserisce la pompa di gasolio nel serbatoio della sua auto. Mentre il contatore gira veloce, Ignazio riflette su come il rito settimanale del rifornimento sia diventato una lezione di economia forzata, una somma di incastri internazionali e scelte romane. Il primo pensiero di Ignazio va a ciò che accade lontano. Le tensioni nel Mar Rosso hanno trasformato le rotte petrolifere in percorsi a ostacoli, alzando i costi di assicurazione e trasporto del greggio. Sente parlare delle decisioni dell’ OPEC+ e dei tagli alla produzione che tengono il mercato globale in una morsa di scarsità artificiale. A questo si aggiunge il cambio: il petrolio si paga in d...

Spagna-Italia 3-0: La lezione di coraggio di Sánchez che noi non riusciamo a imparare

Mentre in Italia ci avvitiamo in riforme costituzionali che sembrano più esercizi di stile che soluzioni reali, a Madrid si scrive il manuale della politica del futuro. Siamo nel marzo 2026 e il divario tra le due sponde del Mediterraneo non è mai stato così imbarazzante per noi. Non è solo una questione di numeri, ma di visione . Pedro Sánchez non sta solo governando la Spagna; la sta trasformando in una potenza morale ed economica, lasciando l'Italia a gestire le briciole di una crescita timida e una coesione sociale sempre più sfilacciata. Ecco i tre "gol" che segnano la distanza tra il coraggio di Sánchez e la nostra timidezza cronica. 1. Il Gol della Dignità: Lavorare meno, produrre meglio Mentre da noi il salario minimo è ancora un tabù per parte della politica, la Spagna ha appena consolidato la settimana lavorativa di 37,5 ore . Il risultato? Contrariamente ai presagi di sventura delle lobby, la produttività spagnola nel 2026 è ai massimi storici. Sánchez ha capi...

La Costituzione Italiana articolo per articolo (Art. 1)

La Costituzione Italiana articolo per articolo (Art. 1) L'Italia del 1946 era un Paese che cercava di rinascere dalle macerie della guerra e dalla fine di un regime. L'Assemblea Costituente ebbe il compito di redigere un documento che non fosse solo un insieme di leggi, ma un patto di convivenza civile. L'Articolo 1 ne rappresenta le fondamenta assolute. L'Articolo 1 alla lettera "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." L'incipit della nostra Costituzione definisce l'identità profonda dello Stato attraverso tre pilastri fondamentali: L'addio alla monarchia: Definendo l'Italia una "Repubblica", si stabilisce definitivamente che lo Stato è un bene comune e non una proprietà di una dinastia. Il capo dello Stato è un cittadino eletto e non un sovrano per diritto di nascita. La centralità del lavoro: Affermare che la Re...

28 Febbraio 2026: L'Attacco all'Iran

Immagina un sabato mattina come tanti, in cui il mondo si sveglia e scopre che il corso della storia è cambiato in un istante. Sabato 28 febbraio 2026, il Medio Oriente è esploso in un conflitto che molti temevano, ma che pochi pensavano sarebbe arrivato a questo livello di violenza e rapidità. Cerchiamo di capire insieme cosa e successo, se voi avete delle altre vedute fatemelo sapere. Perché l’America e Israele hanno attaccato l’Iran Per capire il "perché", dobbiamo pensare a due vicini di casa che non si fidano l'uno dell'altro da decenni. Israele e gli Stati Uniti sono convinti che l'Iran stia costruendo una bomba atomica. Per loro, un Iran con l'arma nucleare è un pericolo esistenziale che non può essere permesso. Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la strategia americana è passata dalle sanzioni economiche all'azione diretta. L'obiettivo dichiarato non è più solo "frenare" l'Iran, ma cambiare radicalmente chi lo governa...

C’era una volta l’Indipendenza: perché la riforma dell’Articolo 104 della Costituzione è pericolosa

 C’era una volta l’Indipendenza: perché la riforma dell’Articolo 104 della Costituzione è pericolosa Immaginate di dover affrontare una causa legale. Entrate in aula e cercate con lo sguardo il giudice. Cosa vi aspettate da lui? Che sia libero, che non debba rendere conto a nessuno se non alla legge, e che chi sostiene l'accusa (il Pubblico Ministero) agisca solo per cercare la verità, non per compiacere un potente di turno. Oggi, questa "libertà" è protetta da un guscio chiamato Articolo 104 della Costituzione. Ma c'è un progetto che vuole cambiare questo guscio, trasformandolo in qualcosa di molto più fragile. La favola del sorteggio (che nasconde un trucco) La riforma ci racconta che, per evitare giochi di potere, i membri del CSM (l'organo che decide le carriere dei magistrati) verranno estratti a sorte. Sembra la soluzione perfetta, quasi poetica: la dea bendata che sceglie i migliori. Ma guardiamo meglio dietro le quinte. Quei nomi da sorteggiare non cadono ...