Chi è Maduro, il "dittatore" venezuelano arrestato ieri dagli USA
Il 3 gennaio 2026 passerà alla storia come il giorno in cui la geopolitica mondiale ha subito una scossa senza precedenti. Con un blitz notturno coordinato tra intelligence e forze speciali, gli Stati Uniti hanno catturato Nicolás Maduro, l'uomo che per oltre un decennio ha guidato il Venezuela tra pugno di ferro e isolamento internazionale. Ma chi è davvero l'uomo finito oggi in una cella a Brooklyn e come si è arrivati a un epilogo così clamoroso?
Dallo sterzo dell'autobus allo scettro del potere
La parabola di Nicolás Maduro è una delle più singolari della politica moderna. Nato a Caracas nel 1962, Maduro non proviene dalle élite colte o dalle accademie militari. Prima di darsi alla politica, era un semplice autista di autobus della metropolitana di Caracas ed è proprio in quel settore che ha iniziato la sua scalata come leader sindacale. La sua fortuna è stata legata a doppio filo a quella di Hugo Chávez. Fedelissimo della prima ora, Maduro ha scalato tutte le gerarchie del potere diventando Ministro degli Esteri, poi Vicepresidente e infine l'erede designato dallo stesso Chávez poco prima di morire nel 2013.
Un decennio di crisi e controversie
Eletto presidente nel 2013 con un margine risicatissimo e aspre contestazioni, Maduro ha trasformato il Venezuela nel teatro di una crisi umanitaria e politica senza precedenti. Sotto il suo governo, il Paese con le più grandi riserve di petrolio al mondo ha vissuto un collasso economico totale segnato da un'iperinflazione folle che ha costretto milioni di persone alla fuga. Le Nazioni Unite e diverse organizzazioni internazionali lo hanno più volte accusato di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la repressione del dissenso e lo svuotamento dei poteri del Parlamento. A queste critiche si sono aggiunte le pesanti accuse degli Stati Uniti, che considerano Maduro il vertice del cosiddetto "Cartello de los Soles", un'organizzazione criminale accusata di gestire il traffico internazionale di cocaina verso il Nord America.
Il blitz e il nuovo scenario internazionale
L'arresto di ieri non è stato un evento isolato, ma l'apice dell'operazione "Southern Spear". L'attacco fulmineo delle forze speciali ha sorpreso Maduro nella sua residenza all'interno della base militare di Ft. Tiuna, ponendo fine a un lungo stallo diplomatico. Mentre a Lima e a Miami le comunità dei venezuelani in esilio festeggiano nelle strade, il mondo si interroga sulla legalità internazionale di un'azione simile. Russia e Cina hanno già condannato l'operazione definendola un atto di pirateria, mentre l'Europa osserva con estrema cautela la situazione per il rischio di una destabilizzazione dell'intera regione.
Cosa succede ora
Maduro si trova attualmente al Metropolitan Detention Center di Brooklyn e dovrà rispondere di accuse pesantissime che vanno dal narcotraffico al terrorismo. In Venezuela la situazione resta estremamente tesa: mentre la Corte Suprema ha tentato di mantenere la continuità istituzionale incaricando la vicepresidente Delcy Rodríguez, l'opposizione guidata da Maria Corina Machado rivendica il diritto di guidare una transizione democratica immediata. La fine dell'era Maduro rappresenta un salto nel buio che potrebbe portare alla rinascita della democrazia o, nel peggiore dei casi, a un conflitto civile interno.

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