Morire di Frontiera: Il Volto Oscuro dell’America e il Silenzio che ci Riguarda
C’è una linea invisibile che attraversa gli Stati
Uniti. Non è solo un confine geografico, ma un confine tra chi ha diritto a un
processo e chi, improvvisamente, svanisce nel nulla. Se seguiamo questa linea,
arriviamo ai centri di detenzione dell’ICE (l’agenzia che si occupa di
immigrazione), dove nel 2025 si è consumata una tragedia silenziosa che i media
faticano a raccontare.
La storia di chi non ha voce
Immaginate di essere un padre di famiglia o un
giovane in cerca di asilo. Non avete commesso crimini, cercate solo protezione.
Eppure, finite in una cella gestita da privati, dove la vostra vita vale meno
del costo della vostra razione di cibo.
Nel 2025, questa storia è finita male per 32
persone. Persone morte non per cause naturali, ma per quello che molti chiamano
"omicidio di Stato". C'è chi è morto perché una guardia ha usato una
forza eccessiva, come il caso di Geraldo Lunas Campos, soffocato durante un
controllo in Texas. E c'è chi è morto per una ferita ancora più profonda:
l'indifferenza medica.
Omicidi e Negligenza: Quando il Sistema Uccide
Negli ultimi mesi, l’aria in America è cambiata. La
polizia migratoria è diventata più aggressiva e i centri di detenzione sono
esplosi: 68.000 persone recluse, il numero più alto di sempre. La maggior parte
di loro non ha precedenti penali.
Non si tratta solo di "incidenti". Quando
un sistema taglia i fondi per le cure mediche e riduce le ispezioni del 36%,
sta accettando il rischio che qualcuno muoia. In gergo tecnico lo chiamano
"risvolto collaterale", ma per le famiglie che restano è, a tutti gli
effetti, un omicidio silenzioso compiuto da una burocrazia spietata.
Il Grande Assente: Il Silenzio dell'Europa
Mentre le strade di Minneapolis o Dallas si
riempiono di proteste per queste morti, dall’altra parte dell’Oceano regna la
calma. L'Europa tace.
Perché l’Unione Europea, solitamente così pronta a
dare lezioni di diritti civili, non alza la voce?
La paura del riflesso: Parlare troppo dell'America
significherebbe guardarsi allo specchio. Anche l'Europa ha le sue "zone
d'ombra" nel Mediterraneo e nei centri di espulsione in Libia o in
Albania.
Diplomazia del silenzio: In un momento di tensioni mondiali, criticare l'alleato americano su temi così scottanti è considerato un "rischio geopolitico" che nessuno vuole correre.
Così, mentre l'ICE continua a operare indisturbata,
l'Europa osserva da lontano, chiudendo un occhio (e a volte entrambi) per non
dover ammettere che il modello di "sicurezza a ogni costo" sta
fallendo ovunque.
Le morti del 2025 e l'inizio tragico del 2026 ci
dicono una cosa chiara: quando smettiamo di considerare "umano" chi
attraversa una frontiera, il passo verso l'abuso diventa brevissimo. Il
silenzio europeo non è solo diplomazia, è complicità.
DC

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