Siamo la generazione che non stacca mai. E non è sempre colpa di un "capo cattivo" o di un’azienda esigente: spesso siamo noi i primi a non riuscire a mettere giù il telefono. Siamo ambiziosi, siamo connessi, e forse siamo un po' dipendenti dall’idea di essere sempre reperibili. Ma c'è un risvolto della medaglia che raramente analizziamo con lucidità: cosa succede quando la nostra vita professionale e quella privata smettono di avere una porta comunicante e diventano un’unica stanza? La fine degli spazi protetti Un tempo esistevano i "luoghi". C’era l’ufficio per produrre e la casa per staccare. Oggi, con lo smartphone, quel confine fisico è crollato. Rispondere a una mail mentre si gioca con i figli è diventata la norma. Controllare le notifiche durante una cena importante è un riflesso incondizionato. Non lo facciamo per cattiveria, lo facciamo perché la tecnologia ce lo permette (e ce lo chiede). Il peso dell'invisibile Il problema non è solo "l...